Anteprima: The Solus Project

Cosa fareste se vi trovaste soli su un pianeta inesplorato? Se il destino dell’umanità potrebbe essere nelle vostre mani e dipendere dalla vostra abilità nel sopravvivere? Che fareste, eh? Le risposte a tutte queste domande potreste trovarle in The Solus Project, titolo attualmente in sviluppo su PC e Xbox One e che abbiamo testato proprio sulla console Microsoft (e un sentito grazie ad Xbox per averci fornito il codice review!).

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Am I a survivor?

In The Solus Project le cose sono andate male per l’umanità. Privati del loro pianeta natio, i pochi sopravvissuti della razza umana vagano nello spazio alla ricerca di una nuova terra promessa, sperando di non ripetere di nuovo gli stessi errori. La nostra nave spaziale si imbatte in un pianeta promettente quando, inspiegabilmente, una sorta di missile colpisce il vascello. Riusciamo a raggiungere una navetta di sbarco e, dopo una discesa movimentata, siamo sul pianeta. Circondati da pezzi di metallo roventi, completamente soli, dobbiamo trovare il modo di sopravvivere. Per fortuna l’aria sembra respirabile e c’è acqua allo stato liquido. Addirittura, rovistando tra il relitto della nave, troviamo cibo e qualche utensile ancora funzionante. Rimane però il problema di avvertire la flotta che un pianeta abitabile, seppur misterioso, esiste! L’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche, raccogliere qualche oggetto e partire alla scoperta del pianeta Gliese-6143-C.

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Non proprio la solita minestra

Sarebbe fin troppo facile creare il solito survivor game che abbiamo visto mille volte. Per fortuna non è davvero il caso in questo titolo perché, rispetto ad altre produzioni simili, il focus è piuttosto sulla trama. Idea benvenutissima! In The Solus Project siamo sempre in movimento, raccogliendo oggetti mentre esploriamo la superfice del pianeta. solus_preview (3)Tra una spiaggia e una grotta, non siamo certo di fronte al solito tran tran del creare un accampamento, craftare mille oggetti e stare seduti sul nostro sederone. Qui dobbiamo esplorare, scoprire i segreti di Gliese, penetrarne le profondità più recondite! Tutto questo esplorare significa prestare attenzione ai dettagli, analizzare ogni anfratto. Spesso e volentieri dovremo tenere conto dei più basilari bisogni del corpo umano: calore, cibo, acqua, sonno. Non è una buona idea restare svegli 48 ore di fila senza nutrimento. Ad ogni buon conto abbiamo un computer da polso che ci terrà informati sul nostro stato di salute, oltre che ad analizzare l’ambiente circostante. Da questo punto di vista The Solus Project fa un buon lavoro: è senza pietà per la nostra sbadataggine. Se non abbiamo pensato a sacrificare prezioso spazio nell’inventario per trasportare cibo e acqua, moriremo. Se non abbiamo nulla con cui scaldarci, scatta l’ipotermia e, in breve tempo, la morte. Se ci perdiamo, tanto peggio per noi, avremmo dovuto pensare ad utilizzare un beacon portatile. Non è un gioco di combattimento ma la tensione è ancora più grande perché se da un lato dobbiamo per forza spostarci, dall’altro vorremmo restare al sicuro in qualche caverna (se non fosse che, una volta finito il cibo, saremmo spacciati). L’esplorazione comunque è quasi sempre una buona idea perché troviamo molti segreti, nascosti tra le rocce o dietro passaggi apparentemente inutili.

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Early access

The Solus Project è al momento in early access, o game preview su Xbox One. Questo significa che il gioco non è completo, mancano delle features e, cosa non da poco, manca parecchio del gioco! In effetti la versione che abbiamo testato (e che potete provare anche gratuitamente) comprende solo la prima parte, lasciando le prossime ad aggiornamenti futuri. Nonostante il work in progress (compresi qualche crash e un tearing piuttosto evidente su Xbox One) intravvediamo un buon potenziale. Da tenere d’occhio nei mesi a venire sul sito ufficiale!

 

 
 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

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