Anteprima: Mario Odyssey

Nitnendo Switch è una console che ci sta regalando parecchie soddisfazioni quest’anno. Splatoon 2, Mario Kart 8 Deluxe, The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Mario + Rabbids: Kingdom Battle.

Ma gli occhi di tutti i fan Nintendo sono puntati ora verso Mario Odyssey. D’altra parte, ad ogni uscita di un capitolo principale delle avventure dell’ex idraulico italiano, l’hype è sempre enorme. E se vi dicessimo che abbiamo provato una versione praticamente definitiva del gioco?

Tanto di cappello

Abbiamo potuto giocare a Mario Odyssey per poco meno di un’oretta, visitando tre mondi diversi. La demo iniziava dal principio del gioco, in un mondo che ci ha ricordato tantissimo il film d’animazione Nightmare Before Christmas. Mario arriva nel Cap Kingdom (traduciamolo pure con Il Regno del Cappello) e incontra immediatamente quello che sarà il suo inseparabile compagno Cappy: un cappello parlante in grado di fornirgli tutta una serie di poteri straordinari. Ovviamente anche questa volta il malvagio Bowser sta combinando pasticci e starà al dinamico duo sconfiggere lui e i suoi scagnozzi, i broodals. Il primo livello ci ha permesso di familiarizzare coi comandi e coi poteri di Cappy. Iniziamo proprio da questi ultimi: grazie alle abilità magiche del cappello possiamo fare una moltitudine di cose, principalmente prendere possesso dei nemici. Che si tratti di una innocua ranocchia verde o di un goomba o di quasi qualsiasi altro nemico, possiamo prenderne le sembianze e, talvolta, assorbirne i poteri.

Nel caso dell’adorabile ranocchia verde, utilizziamo i salti stratosferici per poter raggiungere zone altrimenti irraggiungibili dalle gambette di Mario. Ma Cappy serve anche come arma difensiva, da lanciare contro i nemici. Un’aggiunta benvenuta alle abilità di base di Mario, che comunque ha mantenuto l’abilità di saltare sopra i nemici per sconfiggerli. Per quanto riguarda i comandi, ammettiamo di aver fatto fatica inizialmente. Sarà per la fretta di avanzare e vedere più livelli possibile, sarà per gli stick piccoli della Switch, sarà perché siamo incapaci… fatto sta che comandare Mario in Odyssey ci ha richiesto un po’ prima di muoverci con sicurezza. Con questo non vogliamo dire che Odyssey abbia un pessimo sistema di comandi quanto piuttosto che bisogna per forza prendere le misure. Meno di un’ora non è nemmeno lontanamente abbastanza per poter analizzare con cognizione di causa un elemento tanto complesso e centrale del gioco, per cui prendete questa impressione per quello che è: un’impressione e basta.

Tutto da esplorare

La nostra demo, dicevamo, si è svolta su tre livelli. Nel primo, il Regno del Cappello, abbiamo attraversato un mondo quasi in bianco e nero, crepuscolare. Un’ambientazione profondamente diversa da quanto siamo abituati, specialmente per quanto riguarda gli ultimi capitoli usciti su 3DS e Wii U. Mentre saltellavamo come ranocchie e scoprivamo i poteri di Cappy, abbiamo apprezzato parecchio non solo la direzione artistica, come sempre ai massimi livelli, ma anche le capacità tecniche di Switch. Effetti come la nebbia che scompare nella nostra scia mentre camminiamo e un’ottima dimensione del livello (compresa la distanza di visione) ci hanno particolarmente colpito. Il livello comprendeva una zona “sociale” ovvero dove incontriamo gli abitanti del mondo che stiamo visitando, una sezione platform piuttosto classica e un boss finale. Nella sezione sociale facciamo la conoscenza coi vari, bislacchi, personaggi del gioco. Possiamo parlare con alcuni di loro, farci assegnare delle side quest o fare acquisti in gioco. Gli acquisti si fanno sia con le monete d’oro che raccogliamo in tutti i livelli, sia con la valuta del mondo in cui ci troviamo. Se da un lato le monete d’oro sono in enorme quantità, ogni mondo ha solo 100 unità specifiche, che ci permettono di acquistare oggetti (solitamente sono vestiti, cappelli e accessori vari per Mario e Cappy – come uno spettacolare paio di boxer a pallini rossi per Mario!). Il primo miniboss, un coniglione, non è stato particolarmente impegnativo da battere: una volta appresi i suoi pattern di attacco è bastato saltargli sulla testa tre volte per mandarlo al tappeto.

Il secondo mondo che abbiamo visitato, Regno dei Fornelli – Monte Vulcanbon, era totalmente diverso dal primo. Coloratissimo, tutto a tema cibo mediterraneo. I suoi abitanti sono delle specie di porri col cappello da cuoco mentre i nemici sono a tratti dei pomodori bollenti, goomba vestiti da cucina e altre bizzarrie. Se da un lato il primo livello non offriva molte possibilità di fare quello che volevamo, in Mount Volbono le cose sono parecchio diverse. In questo caso Mario Odyssey ha mostrato tutto il potenziale del suo essere un free roaming. La missione è raccogliere un gran numero di lune azzurre (come le stelle di una volta). Che si trovino celate in qualche cassa, dentro un calderone, tra le grinfie di un miniboss…  e in questo mondo ce ne sono parecchie altre! Fortunatamente nel menu di pausa troviamo una sorta di depliant touristico che contiene, tra le varie cose, anche una mappa interattiva del mondo in cui ci troviamo. Sulla mappa troviamo alcune indicazioni ma ovviamente non la posizione di stelle, monete e segreti vari. Quelli vanno scoperti da soli. Abbiamo, anche qua, affrontato un boss fight: una sorta di miscela tra un coniglio gigante e un inkling. Il boss sputa una sorta di inchiostro rosa che causa danni a Mario: la sfida è stata piuttosto impegnativa ma dopo qualche tentativo siamo riusciti ad avere la meglio su di lui. Abbiamo anche provato una side quest: uno degli abitanti (un porro) ci ha chiesto di andare a raccogliere delle rape per la sua zuppa. Dopo avergliene portate un paio normali ci siamo imbattuti in una rapa d’oro che ci ha fatto guadagnare una luna azzurra. Uno dei tantissimi modi, sospettiamo, che avremo nel gioco per raccoglierle.

Il tempo, tiranno come sempre, ci ha dato davvero poco tempo per scoprire il terzo mondo: Regno del Mare – Bollicinia. Un’ambientazione che ci ha ricordato tantissimo Mario Sunshine: spiaggia, mare azzurro, strane creature acquatiche. Abbiamo, presi dalla curiosità, catturato uno strano esserino che si sposta all’interno di una sfera d’acqua… diventando lui e potendoci spostare non solo molto velocemente, ma anche volando a piacimento propulsi da un getto d’acqua. Proprio come in Mario Sunshine! La bolla d’acqua non è però infinita e una volta vuota dobbiamo per forza tornare nel mare per ricaricarla. Poco dopo, abbandonata la palla, abbiamo scoperto uno dei classici tunnel verdi di Super Mario. Entrandoci però non siamo finiti in una nuova zona ma siamo diventati bidimensionali e abbiamo dovuto affrontare un classico livello 2D dei Super Mario di una volta. Superato questo, il tempo a nostra disposizione era praticamente terminato.

Lo aspettiamo? Lo aspettiamo!!!

Mario Odyssey si preannuncia l’ennesima killer app da parte di Nintendo. Abbiamo grattato solo la superficie di un gioco che promette una enorme varietà, sia per quanto riguarda le ambientazioni che il gameplay. Tecnicamente ci è parso davvero stupendo, benché ci abbiamo giocato esclusivamente in modalità portatile e non su uno schermo grande. Bella la colonna sonora, divertenti le idee che abbiamo visto, davvero grandi i mondi che abbiamo esplorato, sebbene solo in piccola parte. Vedremo come si comporta il gioco in fase di recensione ma per ora non abbiamo timori per questo gioco.

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

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