Roccat Leadr

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Roccat Leadr

Roccat, il primo amore non si scorda mai. Nel mio caso, come oramai i più aficionados di Joypad sanno, fu il mouse Kone Pure, che utilizzo ancora oggi sporadicamente quando gioco con sulla lapboard. Ma oggi non parliamo di amori che furono ma di potenziali amori che saranno. Roccat ci avrà strappato la lacrimuccia commossa?

 

Un mouse da Leader!

Il Leadr è un mouse pensato per i gamer esigenti, per lo meno in fatto di tasti. Ma non anticipiamo le cose, prima i doverosissimi e sugosi dettagli tecnici! Il Leadr è un mouse wireless basato su sensore ottico Owl-Eye (altrimenti conosciuto come PixArt 3361) da 12’000 DPI. In realtà, il primo mouse wireless prodotto dal costruttore tedesco. Dotato di una batteria al litio da 1000 mAh ha un’autonomia di una ventina d’ore, una volta esaurite è possibile appoggiare il device nella sua base di ricarica oppure collegare un cavo USB braided direttamente nel corpo del mouse e usarlo in modalità wired. Come ogni mouse moderno che si rispetti, la velocità di polling è di un 1 kHz mentre supporta un’accelerazione massima di 50G e una velocità di tracciamento massima di 250 ips. Dentro la scocca troviamo poi un processore ARM Cortex-M0 da 72 MHz per gestire le varie funzioni, macro comprese.

Il mouse offre due zone di illuminazione RGB: sulla rotellina e sul logo di Roccat che si trova sul poggia palmo del device che possono essere gestite tramite il software Swarm oppure tramite AlienFX se avete un PC Alienware. Sul corpo del device troviamo ben quindici (avete letto bene) tasti, contando sia i tasti destro e sinistro. Sul fianco dei tasti principali ci sono, per ogni lato, una coppia di tasti programmabili, sotto la rotellina c’è una pinna che si attiva verso destra e sinistra. Sul lato sinistro del mouse, dove appoggiamo il pollice ci sono due tasti, una levetta dalla corsa morbida verso l’altro e il basso e un tasto attivabile col dorso del pollice (che serve ad usare la funzione Easy-Shift[+], sostanzialmente una modalità alternativa per ogni singolo tasto presente sul Leadr). Oltre ai soliti tasti per i DPI insomma ci sono tutta una serie di tasti un po’ inusuali, a cui faremo inizialmente fatica ad abituarci ma che poi ci ritroveremo persi a non averli. In particolare la levetta morbida, che è incredibilmente comoda per fare lo scroll nelle pagine web al posto di usare la rotellina.

A livello di confort siamo molto soddisfatti. Roccat ha costruito sulla base dei suoi precedenti successi, eliminando quelle cose che non andavano bene in alcuni modelli meno fortunati e pescando a mani basse dalla serie Kone e specialmente dal Tyon, che in fatto di comodità ha sempre avuto parecchi pregi. Tanta comodità si paga con una dimensione leggermente superiore ad altri device simili (come l’M65 di Corsair o il DeathAdder Elite di Razer). Ma stiamo parlando di dimensioni del tutto normali: 8 x 4,5 x 12,6 centimetri e 134 grammi di peso. Proprio per quanto riguarda il peso ci siamo trovati immediatamente bene, un po’ più del Mamba 2015, 4 grammi più dell’M65. Siamo lì, segno che lo sweetspot per questo tipo di periferiche è attorno ai 130-135 grammi di peso. Detto questo, il Leadr non permette di cambiare il peso quindi se voi avete altre preferenze, vi toccherà fare buon viso a cattiva sorte.

Parliamo rapidamente anche della base di ricarica. È inutilmente grande (180 x 110 millimetri) e nemmeno molto bella a nostro avviso. Di interessante ha un indicatore della carica della batteria bello visibile grazie all’illuminazione, che però è fissa sul blu e non è RGB. C’è anche una scritta Roccat, bella illuminata di blu e ben visibile. Di positivo nella base c’è che è stabile e anche col mouse attaccato non cade per sbaglio se urtiamo la scrivania. Non male anche l’inserimento di un tasto di sgancio (sia sulla base che sul mouse) per il cavo USB, in modo da evitare uno scollegamento accidentale. Di negativo c’è tutto il resto. Troppo grande, l’illuminazione fissa (che non possiamo nemmeno spegnere) non si adatta a tutte le scrivanie, specialmente alla nostra che ha un tema rosso e bianco e il blu non c’entra assolutamente nulla. Razer ci ha pensato 2 anni fa a fare la base RGB, Roccat per la prossima volta non toppare!

Performances

Abbiamo detto che il mouse è davvero comodo da tenere in mano ma non abbiamo ancora detto come ci siamo trovati in gioco! Facciamo il giro largo e parliamo prima di Roccat Swarm, il software di gestione. Continua ad avere una UI non particolarmente sexy ma col tempo l’usabilità è nettamente migliorata, ora troviamo facilmente quasi tutte le impostazioni più importanti e, volendo, possiamo attivare la voce raccapricciante di Roccat che ci avviserà dei cambi di DPI o di volume (hint: non attivatela!). L’editor delle macro è funzionale e permette di registrare combinazioni di tasti sia con che senza ritardi nella pressione dei vari tasti, assegnando un delay standard oppure ripetere ogni azione in loop fino a 255 volte.

In gioco, ci siamo trovati benissimo. Nonostante i 12’000 DPI massimi del sensore OwlEye, sappiate che è stato creato con bassi DPI in mente (attorno ai 400-3000). Come spiegatoci da Tuan durante lo scorso E3, Roccat si è resa conto che la maggior parte dei pro gamer gioca a DPI bassi e ha quindi calibrato il suo sensore in modo da essere più preciso in quella zona. Abbiamo comunque voluto provare a diversi step e non abbiamo riscontrato particolari accelerazioni non volute o incertezze di tracciamento. Siamo oramai giunti ad un punto in cui, in tutta l’industria dei mouse high end, i sensori sono talmente evoluti da non introdurre praticamente mai effetti indesiderati. Per quanto riguarda il wireless, croce e delizia dei gamer, non abbiamo notato nulla di strano. Il tracciamento è virtualmente indistinguibile tra wired e wireless e, a meno che non siate ad una gigantesca lan party, non dovreste riscontrare problemi.

Solido

Roccat posiziona il Leadr come top di gamma, visto anche il prezzo che gravita attorno ai 170 CHF. Un mouse senza particolari compromessi che ci ha soddisfatto a 360 gradi. Non è un enorme passo avanti rispetto alla concorrenza, quello no. Non offre nulla di particolarmente innovativo ma si basa su un design solido, un sensore di tutto rispetto e una generosa quantità di pulsanti che lo rendono un tuttofare, adatto sia agli FPS che a titoli che richiedono diversi pulsanti. Per nostra esperienza i mouse di Roccat sono fatti per durare e il Leadr va a posizionarsi accanto al Mamba 2015 e al G900. Posizione invidiabile, senza alcun dubbio.

Ci piace

  • Design
  • Comfort
  • Sensore OwlEye

Non ci piace

  • Base di ricarica
  • Un paio di tasti un po' scomodi
  • Illuminazione RGB deboluccia
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.