Miitopia

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Miitopia

Annunciato a suo tempo in Giappone, non nascondiamo che per Miitopia avevamo nutrito qualche perplessità in merito alla natura del titolo. Inizialmente pensavamo a una sorta di produzione legata al concetto dei minigiochi streetpass, in cui le mascotte Mii sono ampiamente protagoniste. Invece si tratta di un vero e proprio prodotto stand alone appartenente al genere simulativo RPG sulla falsariga di Tomodachi Life, anch’esso uscito in esclusiva per Nintendo 3DS. Arrivato per il 28 luglio anche nel nostro continente, Miitopia è disponibile sia in copia digitale che fisica ad un prezzo alquanto budget, se confrontato alle altre produzioni first party di Nintendo. Per avvalorare il rapporto con Tomodachi Life, Miitopia permette il trasferimento dei Mii da quest’ultimo mantenendo sommariamente l’estetica e le caratteristiche caratteriali. Inoltre non manca il supporto agli Amiibo al fine di sbloccare simpatiche outfit per personalizzarli ulteriormente. Ma oggi si sentiva la necessità di un altro prodotto incentrato sui Mii?

Questi simpatici avatar raccolsero un largo consenso durante il periodo Wii. Nati, appunto, nel 2006 al lancio della rivoluzionaria console casalinga Nintendo basata sul Motion Control, i Mii sono stati creati praticamente da qualsiasi possessore della stessa. Introdotti successivamente per Nintendo DS, i Mii hanno vissuto un’ulteriore espansione con Nintendo Wii U e Nintendo 3DS, fino a raggiungere l’attuale Nintendo Switch. In quest’ultima notiamo già un’implementazione meno invasiva, infatti sono disponibili solo come avatar raffigurativo del giocatore nella lista amici online. Niente Miiverse o Streetpass o software analoghi, assenze che determinano la volontà di Nintendo di posizionarli in secondo piano. Insomma, hanno fatto il loro tempo. Ma torniamo su Miitopia. Quest’ultima non punta a rendere famosi i simpatici avatar di Nintendo, bensì, come già espresso, di proporre una formula sulla falsariga di Tomodachi Life che, a suo tempo, raccolse numerosi consensi proprio il suo lato gestionale non sense. In Miitopia questa tipologia di formula è portata a un livello superiore.

La storia di Miitopia rasenta comunque una semplicità stereotipata: un eroe è chiamato a salvare i cittadini di un vastissimo regno minacciato da un malvagio nemico. Con un party caratterizzato da altri tre Mii, il giocatore è chiamato ad esplorare ogni città, combattere nemici e scovare numerosi tesori durante il suo cammino, parimenti abbattere i numerosi boss che si presentano alla fine delle missioni. La particolarità di Miitopia risiede appunto nella versatilità estetica dei Mii. L’utente infatti è in grado di personalizzare, in più, pure il viso del nemico principale, e non solo. Tutti i personaggi non giocanti sono chiaramente dei Mii, il giocatore viene immerso totalmente nel mondo  di questi particolari avatar. La cosa più buffa è il potere maligno del nemico principale: staccare le facce ai Mii ed attaccarle ai vari nemici che affronteremo. Insomma una maniera molto simpatica per rendere bene l’idea dell’immersione totale nell’universo dei Mii. Siamo quindi a un cospetto di un Mii Maker molto potenziato, in grado di dar vita letteralmente ai diversi Mii che creeremo e sbloccheremo nel corso dell’avventura. La caratterizzazione dei personaggi rende molto vario il comportamento di ciascuno, senza lasciare spazio a mosse, comportamenti e reazioni prevedibili. Alcuni diventeranno ottimi amici del nostro avatar, altri lo detesteranno, altri lo sfrutteranno, e via dicendo, ricoprendo quelle situazioni reali che si vanno a crearsi in un team.

L’elemento RPG è il punto cardine nelle battaglie in Miitopia. Oltre alla trama tipica del genere, l’intricato e classico sistema di battaglie a turni trasmette, inizialmente, un senso di smarrimento. Ogni membro del party è assegnato a una  specifica classe, quale il guerriero, il mago ed altre particolarmente ispirate…come il gatto o il fiore. Non lasciatevi ingannare dal semplice nome, quest’ultimi hanno anche loro un ruolo fondamentale durante le battaglie. Chiaramente il mago procede a mosse legate alla magia, il guerriero farà uso di tecniche sfruttando la sua spada, il gatto? Graffia tutti occupando un ruolo offensivo ancora più aggressivo dei precedenti. Aumentando di livello naturalmente si sbloccheranno nuove armi, outfit o addirittura nuove classi di vario genere, così da rendere la personalizzazione ancora più profonda con nuovi eroi da introdurre nel party. Le personalità dei Mii influiscono positivamente e negativamente le battaglie. Un Mii cauto, per esempio, tenderà a non usare i suoi MP, un permaloso a fare l’offeso per tutta la battaglia…ma quando colpiscono provocano più danni di chiunque altro. Ed è proprio su questo aspetto che il giocatore rischia di smarrirsi, il pieno controllo delle mosse avviene unicamente per il proprio avatar Mii, mentre gli altri agiscono di loro spontanea volontà. L’iniziativa degli altri Mii dipende largamente dal sistema del carattere sopracitato, e questo porta a facili vittorie o a veri propri incubi. Troppo spesso si raggiunge un punto in cui si cerca, tramite il nostro personaggio, di gestire tutti gli altri rendendo ardua la faccenda: come ad esempio curarli di continuo al fine di evitare di suicidarsi a causa del loro caratteraccio o pigrizia. I Mii compagni sono quindi delle entità individuali e separate, che imparano ed eseguono abilità autonomamente. Nessun sistema ad albero, quindi, è disponibile per le skill, attive o passive di vario genere. Come in Tomodachi Life, i Mii sono indipendenti e fanno tutto da soli, sovente si cadrà nella ripetitività delle battaglie o delle scene comiche tra un dungeon e l’altro, e via dicendo.

Ciò non toglie che Miitopia è un titolo dinamico e raramente il giocatore si stanca o si annoia ad osservare i buffi Mii a combinare pasticci o litigare fra loro. Una volta risulta monotono, una volta avvengono colpi di scena che sconvolgono tutto il party, dipende quindi dal comportamento dei Mii. Il nonsense di Tomodachi Life prende totalmente vita in questo particolare gestionale, lasciando spazio a parecchi momenti di humor.

 

Ci piace

  • Tomodachi Life in versione RPG
  • Mii personalizzabili in ogni loro sfaccettatura
  • divertente e mai prevedibile

Non ci piace

  • a volte ripetitivo
  • trama stereotipata
  • sistema di combattimento altalenante
4.75
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.