Google Pixel C

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Google Pixel C

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo parlato di un tablet, l’iPad 9.7”. Ma lasciamo perdere Apple, visto che ha smesso di considerarci, per passare ai più amichevoli prodotti di Google.

Per lo meno, Google risponde alle nostre email. Ma basta negatività perché oggi vi presentiamo il Google Pixel C, un tablet che ha già parecchi mesi sulle spalle ma che ha saputo sorprenderci ugualmente.

Essenziale

Pixel C è un tablet uscito alla fine del 2015, una marea di tempo fa in tempi tecnologici. Praticamente, storia antica. Il tablet è dotato di uno schermo da 10.2 pollici IPS con risoluzione 2560×1800 (308 ppi circa) comandato da un potente Nvidia Tegra X1 (un quad-core da 1,9 Ghz + una GPU basata su Maxwell molto simile a quello che Nintendo ha messo in Switch), 3 GB di RAM e 32 o 64 GB di storage interno (purtroppo, non espandibili in alcun modo). È anche dotato di due camere, quella principale da 8 megapixel (f/2.4) e quella frontale da 2 megapixel. Se, da un lato la base hardware è invecchiata molto bene, dall’altro il comparto fotografico e video comincia decisamente a mostrare il fianco all’inesorabile scorrere del tempo. Tuttavia, nei 517 grammi di peso del Pixel C, troviamo potenza e un design decisamente orientato al futuro. Già allora Google decise di inserire una solta porta type-c, sia per caricare la batteria da 34,2 Wh, che per trasferire documenti e collegare device esterni. Completiamo il nostro tour hardware con la solita dotazione di WiFi 802.11 a/b/g/n e Bluetooth 4.1 A2DP. Purtroppo, non esiste una versione di Pixel C con uno slot per sim card, una feature che avremmo davvero voluto vedere.

Pixel C, come per molti altri tablet, è ridotto all’osso in fatto di design. Sul davanti, lo schermo. Dietro, il nulla. O meglio, quasi, perché Google ha inserito una barra multicolore che normalmente mostra i soliti colori del logo Google ma che può mostrarci anche lo stato della carica del device. Basta bussare gentilmente sul retro del tablet per vedere quanta energia rimane al device. Una feature non indispensabile ma che trasuda premium e attenzione all’esperienza utente. Sui lati di Pixel C troviamo due altoparlanti stereo, uno per lato, in grado di fare un discreto casino. Non sono potentissimi ma offrono una più che buona esperienza d’ascolto o di visione di film. Per quanto riguarda i pulsanti, ce ne sono tre fisici. Il tasto accensione/standby e il tasto volume. Non ci sono tasti fisici per interagire con il sistema invece.

Software in evoluzione

Pixel C veniva originariamente venduto con Android 6.0.1 Marshmallow. Noi l’abbiamo ricevuto con Android 7.0 Nougat ma nel giro di qualche ora ci è stata proposto l’upgrade ad Android 8.0 Oreo. Non poteremmo essere più felici di questa cosa. Il primo impatto con Pixel C non è infatti stato eccellente. La UI di Android 7.0 non era il massimo per essere usata con questo form factor. Scomoda a dire poco. Android 8.0 Oreo offre diversi tweak interessanti, non da ultimo una launchboard pensata per lo schermo più grande di un tablet. La home screen di Pixel C è essenziale e non è poi tanto diversa da quella di qualsiasi altro smartphone basato sull’OS di Mountain View. I tasti indietro e home si trovano sul lato inferiore sinistro dello schermo mentre quello per vedere tutte le app aperte si trova in basso a destra. Passare tra le app aperte è facile perché di default vedremo tutte le finestre affiancate, un sistema che sfrutta in modo piuttosto scaltro i 10.2 pollici di schermo disponibili. La barra delle notifiche compare swipando verso il basso nello schermo come siamo abituati, tuttavia non lo fa dal centro dello schermo ma dal punto in cui abbiamo effettuato la gesture. Per il resto, siamo di fronte ad un’esperienza Android piuttosto standard. Ritroveremo tutte le app a cui siamo abituati, con il bonus che molte di esse sono state ottimizzate per l’utilizzo su tablet. Outlook, Facebook, Chrome, Word, Youtube, Netflix per citarne alcune hanno una UI ottimizzata per tablet e, in modo particolare, funzionano in modalità orizzontale (un dettaglio importante quando parleremo della tastiera). Altre invece, in modo del tutto inesplicabile, non funzionano in orizzontale ma si lanciano in verticale, usando molto male lo schermo. Un po’ come le app non ottimizzate su iPad.

Tastiera quasi obbligatoria

Pixel C viene venduto senza accessori. Ma Google ha sviluppato una tastiera Bluetooth che si collega magneticamente al device e che, da qualsiasi lato guardiamo la cosa, completa al 100% il device. La tastiera, una tenkeyless senza trackpad, ha due notevoli pregi: permette di lavorare in modo molto più efficiente con Pixel C al punto che non sarebbe irragionevole usarlo per produttività light come scrivere, prendere appunti, gestire email e fogli di calcolo. Grazie al sistema magnetico, davvero molto resistente, Pixel Ci si trasforma in un piccolo laptop con lo schermo regolabile a piacimento. Secondariamente, possiamo scollegare la tastiera e appoggiarla sopra lo schermo. In questo modo Pixel C si chiude completamente e lo schermo rimane completamente protetto da graffi e ammaccature di trasporto. La tastiera in sé non ha nulla di particolare. Troviamo i tasti che ci aspetteremmo da una qualsiasi tastiera, senza nessun tasto particolare. Una cosa che ci è mancata spesso è il trackpad, perché è fin troppo facile dimenticare che siamo davanti ad un tablet Android e non ad un latpop con Windows quando stiamo usando software come Outlook o Word. È comunque possibile collegare un mouse Bluetooth a Pixel C! Restando in tema hardware esterno, siamo molto soddisfatti (ma non al 100%) della porta USB Type-C. Abbiamo collegato un dongle dotato di porte USB, HDMI, Ethernet, carta SD e passtrough. Pixel C ha rilevato ogni chiavetta USB e scheda di memoria e perfino una connessione ethernet cablata. Non c’è stato bisogno di fare nulla. Purtroppo l’uscita HDMI non funziona (non è proprio supportata un’uscita video) e la nostra chiavetta USB con carta SIM non viene rilevata dal sistema. Non che ci aspettassimo che queste due cose funzionassero al 100% ma è peccato, specialmente perché non c’è uno slot per carta SIM nel device. Tuttavia, con un dongle USB, le potenzialità di Pixel C aumentano in modo significativo.

Come il vino!

Pixel C è un device interessante. Lo è, paradossalmente, molto di più sul finire del 2017 che quando è stato lanciato in ottobre 2015. Il sistema operativo è più maturo, le app sono state ottimizzate maggiormente. E, nonostante i due anni sul groppone, tutto è rimasto agile e veloce. Ammesso che riusciate ancora a trovarlo da qualche parte (cosa non facile!), Pixel C è un buon investimento se state cerando un tablet tuttofare, che possa accompagnarvi in viaggio con Netflix, un ebook o per restare in contatto con colleghi e lavoro. Certo, rimane il fatto che è un tablet e che non ha nessuna possibilità di superare un laptop vero e proprio quanto a versatilità ma, personalmente, mi sono ritrovato a infilarlo ogni giorno nella borsa per andare al lavoro.

 

Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

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