Fire Emblem Warriors

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Fire Emblem Warriors

Alcuni particolari generi stanno cominciando ad approdare anche su Nintendo Switch. La line up della neo ibrida della casa di Kyoto si sta espandendo a vista d’occhio, in egual modo le collaborazioni con altre software house sfruttando i brand più famosi di Nintendo. Dopo Mario + Rabbids: Kingdom Battle con Ubisoft, tocca ora Tecmo Koei attraverso il team Omega Force, che ha sviluppato il musou Fire Emblem Warriors per Switch. A differenza dello strategico Ubisoft, Tecmo Koei ha previsto ugualmente una versione per Nintendo 3DS. Noi abbiamo messo mano unicamente alla versione per Nintendo Switch, che ci sembra la console principale che permette sia di giudicare la versione portatile che quella casalinga attraverso la dock mode. Sulla falsariga di Hyrule Warriors, Fire Emblem Warriors propone il tipico musou hack’n slash della famosa software house Omega Force sfruttando un famoso brand Nintendo. Questa volta tocca all’emblema di fuoco, IP che ha raccolto un certo successo e rilancio durante il periodo dell’era 3DS, che ha offerto ben tre capitoli della saga principale raccogliendo importanti vendite (Awakening, Fates e il remake Shadow of Valentia). In attesa del capitolo principale per Nintendo Switch, in arrivo durante il corso del 2018, possiamo goderci questo hack’n slash a tema che fonde in unico prodotto tutti i personaggi più famosi degli ultimi Fire Emblem.

Nel regno di Aytolis i Principi Lianna e Rowan vivono in pace e armonia nel loro castello, in compagnia della regina e loro madre Yelena. Durante una battaglia di allenamento con il principe di Gristone, Darios, i tre principi assistono un attacco a sorpresa comandato da misteriosi demoni che invadono senza pietà il castello e il loro villaggio. Presi dalla fuga, i tre principi scappano con la regina Yelena per trovare riparo fuori dalle mura del castello. Quest’ultima, prima di sparire misteriosamente, affida però ai due figli l’emblema di fuoco e li incarica di trovare dei leggendari eroi. Eroi che portano nel loro spirito le sacre pirogene, piccoli gioielli da incastonare nell’emblema di fuoco al fine di risvegliare l’antico potere dell’oggetto capace di fermare la demoniaca invasione. Invasione scaturita dal padre del principe Darios, che brama il potere di tutto il continente di Aytolis. Egli ha causato l’invasione demoniaca citata poc’anzi, i mostri appartengono effettivamente all’armata del drago Velezark, colui che desidera conquistare il multiverso. Causato infatti uno squilibrio dimensionale, gli eroi in possesso delle pirogenie provenienti da altri mondi, quali l’Hoshido, il Nohr, Ylisse ed Altea, sono quindi sopraggiunti nel continente di Aytolis. Sarà compito del giocatore, impersonando il principe Rowan o la principessa Lianna, a riportare la pace nel regno di Aytolis con l’aiuto degli eroi delle altre dimensioni, e fermare i piani maligni del Re di Gristone e la venuta del drago malefico Velezark.

Suddivisa in oltre 21 capitoli, la campagna di Fire Emblem Warriors, la modalità storia, si attesta sulle 10/12 ore di gioco. Alcune chicche tipiche del brand Fire Emblem aumentano sensibilmente le ore di gioco, oltre all’impegno necessario da investire durante i combattimenti. L’aggiunta della morte permanente dei personaggi obbliga, a più riprese, a ripetere alcuni combattimenti e battaglie cercando di salvaguardare tutti i personaggi da ogni capitolo. Insomma, in confronto ad Hyrule Warriors, il livello di difficoltà aumenta sensibilmente così come il tempo richiesto per completare la campagna contornata dal permadeath. Intelligent system ha anche messo mano allo sviluppo introducendo il sistema di resistenza e debolezza delle diverse unità. Come storicamente nel brand di Nintendo, torna protagonista il triangolo delle armi. In breve il giocatore dovrà cambiare più volte fra il proprio alter ego e gli alleati, o comandarli indirettamente attraverso la mappa strategica, per fronteggiare il nemico con una debolezza specifica onde evitare quelli che sono, al contrario, in vantaggio. In breve il triangolo si presenta come segue: spada batte ascia, ascia batte lancia, lancia batte spada. Altre debolezze e resistenze sono legate alle tipologie di unità, ad esempio quelle volanti saranno deboli contro gli arcieri, e via dicendo. La gestione del nostro alter ego, caposquadra, e degli alleati incontrati in corso della storia è più articolata e necessita di maggior strategia da parte del giocatore. Procedere con negligenza, come inviare a casaccio attraverso la mappa strategica gli alleati contro determinati nemici, o buttarsi a capofitta in prima persona, causa una maggiore probabilità di perdita di un’unità. Spesso, infatti, bastano anche solamente tre colpi dall’avversario per decretare la morte di un personaggio alleato o del caposquadra. Agendo più strategicamente, il giocatore deve inviare un alleato o il proprio alter ego in un determinato presidio contro i nemici appartenenti a un certo tipo di resistenza o debolezza. Sfruttando a fondo il triangolo della armi, inoltre esse permettono di far apparire più facilmente le barre di collasso. Quest’ultime sono degli indicatori che appaiono sopra la testa dei nemici, ed esse si svuotano man mano che l’alleato o il giocatore li colpisce. Svuotato l’indicatore, l’alleato o il giocatore sarà in grado di eseguire un colpo triplo, capace di diminuire notevolmente la barra della salute avversaria e sconfiggendo in brevissimo tempo un boss, un guardiaporta, il capo di un presidio od altri nemici. La strategia del triangolo delle armi, unita al sistema di collasso, si sposa perfettamente con la succitata mappa strategica: atta a comandare gli alleati verso determinate unità. Come avrete probabilmente intuito è possibile impartire ordini alle unità che non controlliamo in prima persona. Attraverso il tasto + è possibile accedervi in ogni momento e decidere, a modo di scacchiera, quale alleato inviare in un determinato punto della mappa e quale nemico attaccare. In analogia a quanto già visto su Hyrule Warriors, non è quindi obbligatorio ogni volta prendere il controllo in prima persona di un determinato alleato. Chiaramente se una missione richiede una certa celerità, impartire gli ordini unicamente attraverso la mappa strategica è fortemente sconsigliato e controproducente. Infatti attraverso il D pad del joy-con sinistro, invece, è possibile prendere il controllo direttamente degli alleati in campo per accorciare i tempi d’azione e spostarsi in una zona desiderata in minor tempo possibile.

Fire Emblem Warriors non propone un gameplay particolarmente differente dai già visti Hyrule Warriors, Dynasty Warriors o altre produzioni tecmo koei. Ogni capitolo della campagna avviene in un’area geografica ben circoscritta e costellata di presidi. Il principio è sempre quello: comandare i personaggi giocabili (intercambiabili con i tasti direzionali del del Joy-con sinistro o gestiti tramite la mappa strategica) che devono fronteggiare orde di numerosi nemici, conquistando i succitati presidi e completando missioni primarie e secondarie impartite. Missioni che non vantano di una grande varietà e che consistono sempre nelle solite richieste: sconfiggere un nemico o gruppi di nemici specifici o scortare un NPC. In questo senso siano dinnanzi a un more of the same. I comandi sono sempre piuttosto semplici: le numerose combo sono date dall’unione di attacchi leggeri (con Y) o attacchi pesanti (con X), mentre con B si schiva (con una capriola) ed infine con A si attiva l’attacco speciale. Con il tasto dorsale R si potrà invece attivare il Risveglio che renderà invincibile il nostro personaggio per un lasso di breve tempo (concludendo il tutto con una mossa speciale automatica). A variare il gameplay è, come già citata, la presenza del triangolo delle armi. Ma in particolar modo è interessante il sistema di relazione consente la fusione in campo di due unità che richiama evidentemente il dual system introdotto con Fire Emblem Awakening. Attraverso ZL è possibile attivare un menù a 4 scelte, che corrispondono al posizionamento dei tasti A, B, Y, X. Con A il giocatore può usufruire degli unguenti al fine di recuperare energia, mentre con B, avvicinandosi a un’altra unità alleate, possiamo fonderla con il nostro personaggio e attivare così il sopracitato dual system. Eseguendo ciò il personaggio fuso si potenzierà con le caratteristiche del secondo, ed è possibile richiamarlo accedendo al menù a quattro scelte (ZL +Y) per permettere di sferrare un potente attacco al nemico. Se entrambe le unità possiedono la barra dell’attacco speciale completa, esso si attiverà simultaneamente per entrambi i personaggi causando almeno il doppio del danno previsto. Successivamente, più i due restano fusi e sferrano attacchi speciali simultanei, maggiore è la probabilità di migliorare il rapporto amichevole: in analogia alla meccanica dei legami negli ultimi Fire Emblem per Nintendo 3DS. Il grado di legame comincia dalla lettera C fino a raggiungere la lettera A. Per ogni nuovo livello di amicizia, si sbloccheranno degli speciali stemmi da usare in un determinato menù gestionale, che citeremo e spiegheremo in seguito. Piccole differenze tratte dal mondo di Fire Emblem che rendono più strategica l’azione in battaglia. Fire Emblem Warriors ci è risultato meno “impulsivo” e “caotico” se confrontato ad altre produzioni Omega Force, e questo non risulta necessariamente come un difetto.

Infine l’interfaccia di gestione prima delle battaglie e nel menù della campagna principale permette di accedere all’equipaggiamento dei personaggi giocabili. Equipaggiamento droppato dai nemici in battaglia, esso può essere successivamente fuso con armi della stessa tipologia per aumentarne le caratteristiche. Non manca il supporto agli slot per inserire determinati effetti passivi, il numero di questi dipende dalle stelle che possiede un’arma. Infine, il negozio di stemmi permette di sbloccare le abilità di attacco e di difesa dei personaggi giocabili: come ad esempio nuove combo, maggior velocità nel riempire la barra del risveglio, resistenza migliorata a un determinato tipo di arma, e via dicendo. Attraverso il negozio di stemmi è anche possibile accedere alla categoria degli stemmi speciali, che racchiudono quelli scaturiti dalla meccanica del legame fra le unità. Quest’ultimi consentono di sbloccare potenti abilità passive che variano a seconda del personaggio. Infine, non manca lo stemma del sigillo supremo. Vale a dire, in altre parole, l’oggetto necessario a upgradare la classe di appartenenza aumentando sensibilmente tutte le statistiche, raddoppiare la barra del risveglio e dell’attacco speciale (attuabili per ben due volte).

Naturalmente queste aggiunte rappresentano un buon contorno se confrontato con altri titoli principali di Omega Force. C’è molto da tenere in considerazione, ma il problema di fondo rimane spesso e solo uno: è tutto molto ripetitivo. Escluse le aggiunte imposte da Intelligent System, tutti i menù, la gestione delle armi, le combo e gli attacchi sono sempre gli stessi di sempre. La monotonia è dietro l’angolo. Da una parte non ci si poteva aspettare altrimenti, essendo un titolo appartenente al genere musou non di certo famoso per la sua variegata offerta. La modalità epica si aggiunge allo Story mode per ovviare, in parte, a questa monotonia della campagna. Essa permette di rivivere i momenti salienti di alcune narrazioni avvenute in altri titoli principali della serie Fire Emblem. A titolo d’esempio, il giocatore può rivivere la battaglia fra Hoshido e il Nohr nelle veste della giovane Corrin. In questa modalità viene richiamata la strategia a turni dei capitoli principali Fire Emblem. Modalità che si rivela interessante per raccogliere nuovi stemmi o particolari armi.

Lo sviluppo di Fire Emblem Warriors ha portato a delle chicche interessanti per Nintendo Switch. In primis la modalità performance o qualità grafica. La prima setta la risoluzione HD in game ma blocca il frame a 60 fps per la modalità dock. Ugualmente quella portatile, con un raddoppio del frame a discapito della risoluzione. Dall’altra la modalità qualità grafica aumenta la risoluzione su schermo, settando la risoluzione al Full HD ma dimezzando il frame (30 fps). Parimenti la modalità portatile, che offre lo standard HD ma con un framerate settato a 30 fps. Resta all’utente scegliere la modalità migliore. Visto la tanta azione su schermo e la presenza di tantissimi nemici, il sottoscritto ha sempre giocato in modalità performance. Chiaramente non siamo in presenza di un titolo tecnicamente eccelso, visto le spoglie ambientazioni tipiche delle mappe dei musou. Ma il cell shading applicato ai personaggi e la loro caratterizzazione è comunque certosina e di una certa qualità.

Fire Emblem Warriors è si il classico musou discreto che non è ne carne e ne pesce a livello di gameplay e di pure meccaniche. Tuttavia, l’impegno di intelligent System di introdurre il triangolo delle armi, la gestione degli alleati in ogni momento attraverso la mappa della battaglia e, infine e non per importanza, le meccaniche dei legami e del dual system, rappresentano un plus per Fire Emblem Warriors. L’impegno investito da entrambe le storiche software house rende, globalmente, un musou sopra la media e, tutto sommato, ben riuscito.

Ci piace

  • Strategicamente più complesso dei soliti musou
  • triangolo delle armi, classi, meccanica dei legami
  • tantissimi eroi da impersonare
  • Opzioni grafiche a discrezione dell'utente

Non ci piace

  • alla lunga superficiale e monotono
  • pochi personaggi dei titoli pre-era 3DS
  • multigiocatore in locale inficia sulle performance complessive
4.75
Ardral

Scritto da : Ardral

Studente, sportivo (nuotatore e crossfitter), redattore, tra le varie attività e passioni quella dei videogiochi rimane una delle principali. Amante delle proprietà intellettuali targate Nintendo e PC Gamer tramite un leggerissimo RoG da 5 kg, il Pusti è uno degli storici redattori in quel di Joypad.

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