Fated: The Silent Oath

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Fated: The Silent Oath

Al momento non ci sono molti giochi narrativi in realtà virtuale. Che sia perché la tecnologia è ancora nuova o perché finora molti hanno preferito puntare sull’effetto wow per stupire? Per fortuna qualche studio sta cercando di fare di più, trasportando i titoli VR da demo di 5 minuti a vere e proprie avventure. È il caso di Frima Studio che con il suo Fated: The Silent Oath propone finalmente un gioco con una trama.

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L’uomo silenzioso

Fated si apre con una morte. La nostra morte. Tuttavia la nostra missione sulla terra non è ancora terminata e invece di andare nel Valalla, un’entità superiore ci comunica che dobbiamo tornare sulla terra per salvare la nostra famiglia. In cambio di questa ultima possibilità però dobbiamo rinunciare alla nostra voce. Ovviamente accettiamo ed eccoci risvegliati a bordo di un carro, in compagnia di nostra moglie e di suo padre, lo jarl della nostra comunità. Attorno a noi un placido bosco ci rivela l’ambientazione nordica di Fated. C’è però poco tempo per rallegrarsi del nostro miracoloso salvataggio. Poco più avanti sul sentiero scopriamo che il nostro villaggio è andato distrutto. Per fortuna un gruppetto di uomini, donne e bambini, tra cui i nostri figli, sono sopravvissuti. Il motivo dell’attacco è presto svelato: pare che un gigante, incollerito, abbia seminato morte e distruzione. Non c’è nulla da fare per il nostro villaggio, su ordine dello jarl dovremo abbandonare la nostra vallata per attraversare le montagne. Dopo una piccola battuta di caccia e una notte di sonno, siamo pronti per partire. Peccato però che il gigante non abbia nessuna intenzione di lasciarci fuggire…

Fated Game - Freja

Il vichingo virtuale

Fated è un gioco vissuto in prima persona. Attorno a noi vedremo nostra moglie, la nostra figlioletta, nostro nipote e gli altri abitanti del villaggio portare avanti la storia.Tutto ciò che possiamo fare è fare segno di sì o no con la testa in certi momenti e usare le mani. Il titolo, che va fruito da seduti e con il pad in mano, offre un’interazione piuttosto limitata. Niente full scale, niente controller motion. Abbiamo testato Fated su HTC Vive e comprendiamo perché Frima Studio abbia deciso di restare ad uno schema di comandi tradizionale, per non perdersi tutti i possessori di Oculus Rift. L’interazione con il mondo di gioco non si fa però solamente guardandoci attorno e usando le mani ma bisogna anche spostarsi. A differenza di altri titoli che fanno del teletrasporto un modo per evitare la nausea da movimento, in questo caso possiamo usare gli stick analogici del gamepad per muoverci. Cosa che sconsiglio vivamente perché in men che non si dica ho cominciato a sentire una nausea non indifferente. Per fortuna che con la semplice pressione del tasto X sul controller possiamo passare ad un sistema di rotazione fissa per gradi. Al posto dunque di muovere la camera a destra e sinistra liberamente, essa si sposta a scaglioni. Rimane sempre un filo di nausea dovuto al movimento avanti e indietro, ma questa soluzione escogitata dagli sviluppatori riduce in modo davvero sensibile lo sconforto del movimento. Tanto che in effetti ho completato il gioco in circa 2 ore, facendo solo 5 minuti di pausa a metà.

Fated Game - Lif

Paesaggistica

Fated è visivamente molto cartoonesco. Gli ambienti non sono molto complessi anche se va detto che sono ben realizzati e hanno uno stile particolare. Un po’ per evitare di rendere il titolo troppo goloso in fatto di hardware (ricordiamo che ci vogliono almeno 90 fps per non subire spiacevoli conseguenze allo stomaco) e un po’ perché lo stile scelto non richiede particolare complessità visiva. Piacevoli i personaggi che, anche se talvolta caratterizzati da movimenti un po’ legnosi, sono espressivi e vivaci. Un po’ deludente il doppiaggio in inglese, piatto e poco convinto.

Fated Game - Arc

Ma è solo la prima parte?

Il problema di Fated però non è la leggera nausea o il doppiaggio è che appare brutalmente incompleto. La storia è piuttosto interessante, dopo un inizio un filo troppo tirato per le lunghe, e guadagna parecchio in interesse nella prima ora. Peccato che, dopo una esaltante corsa a bordo di un carro trainato da un cavallo in un passo montano, una sessione di semplici rompicapo nelle grotte e una nuotata in un fiume in piena semplicemente termina. Non abbiamo vendicato i nostri morti, non abbiamo salvato la nostra famiglia, non abbiamo portato a termine niente. Quello che dovrebbe essere il momento clou del gioco risulta essere l’ultimo. Che diamine, ma dove sta il resto della storia? Scopriamo poi, leggendo online, che è previsto un altro episodio (o potenzialmente altri due). Ok, ma farlo sapere in qualche modo no?

Fated Game - Sepulture

Tirando le somme, Fated: The Silent Oath ha idee interessanti. Al netto di un’interazione un po’ piatta col mondo di gioco ha una trama che ha saputo intrigarmi. Due ore di gioco che ci fanno voglia, nonostante i difettucci qua e là, di andare avanti. Un po’ peccato che il titolo non sfrutti meglio il Vive, limitandosi a proporre controller classici. Apprezziamo comunque la volontà di offrire un gioco vero e non solo la solita demo arcade. Per il capitolo due, speriamo che gli sviluppatori sappiano migliorare ciò che per ora non funziona.

 

Ci piace

  • Storia interessante
  • Non è la solita tech demo
  • Personaggi ben fatti

Non ci piace

  • Non finisce
  • Un po' di nausea
  • Poca interazione
  • Doppiaggio inglese mediocre
4.5
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

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