Everest VR

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Everest VR

Alpinismo estremo. Una di quelle cose che sembrano molto fiche, inerpicarsi in cima ad inaccessibili vette, respirando l’aria fresca ed incontaminata. Poi realizziamo che oltre ad una preparazione fisica eccellente servono anche una marea di soldi e si rischia di morire. Specialmente se la nostra meta è l’Everest. Non mi credete? Andate a leggervi “Aria Sottile” e poi ne riparliamo. Ma se volessimo lo stesso sperimentare qualcosa di ispirato alle gesta di quei coraggiosi alpinisti? Avete un Vive? Un Oculus Rift? Ok, allora possiamo partire alla volta del campo base!

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Nella neve

In Everest VR sperimenteremo le tappe della scalata alla montagna più alta del mondo. L’arrivo al Campo Base, l’attraversamento dei seracchi di Khumbu, la valle che ci porta sulla parete del Lhotse e un accampo notturno al Campo IV. In seguito, dopo una massacrante e ripida scalata arriviamo, dopo il balcone, all’Hillary Step e finalmente, la vetta. Detto così sembra una passeggiata, vero? Beh, no. In Everest VR iniziamo in uno spazio nero e uno schermo davanti a noi. Una voce ci racconta, in inglese, del luogo in cui ci troviamo e continua a farlo quando, tutto attorno a noi, si materializzano le montagne himalayane. Fluttuiamo a centinaia di metri da terra e attorno a noi si stagliano cime innevate e valli a perdita d’occhio. Da togliere il fiato, specialmente se soffriamo di vertigini. In men che non si dica questa esperienza (chiamarla gioco sarebbe troppo in effetti) inizia. Offriamo del cibo agli dei della montagna e famigliarizziamo con il sistema di controllo: grazie ai controller del Vive e al room scale abbiamo la possibilità di fare qualche passo, raccogliere ramponi e oggetti vari. Appena pronti basterà salutare con la mano la nostra guida per passare alla fase successiva. Un nuovo video introduttivo, una nuova sezione. Questa volta dobbiamo attraversare un crepaccio, facendo bene attenzione ad usare le corde di sicurezza. L’immersione è incredibile, vista anche la qualità visiva davvero sbalorditiva. Certo, giocarci quando in realtà ci sono trenta gradi rovina un po’ l’effetto ma altrimenti sembra davvero di essere lì, a sfidare il gelo e l’altitudine. Camminare produce il tipico rumore ovattato della neve, il vento soffia attorno a noi. Siamo sulla montagna, punto.

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Poca interazione

Everest VR non offre moltissima interazione. A parte camminare, raccogliere qualche oggetto e fare ciao ciao con la manina non faremo. In effetti tutta l’esperienza di gioco dura forse 45 gloriosi minuti, una sorta di tour turistico dei luoghi più conosciuti ed iconici della via sud per l’Everest. Sperimenteremo la partenza, una bufera di neve, il pericolo dei seracchi e una partenza sotto un cielo stellato. Dal punto di vista delle emozioni, Everest VR offre una spettacolare prima esperienza. Si perché giocarci una seconda o una terza volta non ha nemmeno lontanamente lo stesso effetto, anzi, alla lunga diventa noioso. Ma manca qualcosa. Everest VR si accontenta di mostrarci spezzoni di montagna senza osare di più. Avrebbe potuto essere un tour completo, con tanto di cifre e fatti, magari qualche approfondimento sui pericoli dell’altitudine, del freddo e della montagna. Avremmo apprezzato un approfondimento che sarebbe stato non solo perfettamente giustificato ma anche una reale aggiunta ad un titolo che invece non osa. Decisamente un’occasione persa anche perché…

6

Visivamente splendido

Perché Everest VR da vedere è magnifico. Si vede che Sólfar Studios e RVX ci hanno messo impegno nel realizzare la montagna. Più di 300’000 fotografie ad alta risoluzione sono state usate per ricreare ogni dettaglio dell’Everest, oltre all’utilizzo delle ultime tecnologie come Nvidia GameWorks VR, Multi Res Shading e fotografie tridimensionali. L’effetto, posto che abbiate un PC all’altezza (testato su un i5 6600k, 16GB di RAM e due GTX1070 in SLI) è incredibile. Sembra a tratti un video e non un’immagine renderizzata dal nostro computer. I dettagli sono incredibili, specialmente se impostiamo il supersampling al massimo (cosa che potrebbe seriamente mandare in crisi il vostro PC). Sembra di essere lì, l’abbiamo già detto, ma vogliamo ripeterlo.

EVEREST E3 Screens_Camp4_Screenshot

Una passeggiatina

Everest VR è un esempio di come un titolo VR deve essere visivamente ma sfortunatamente non come deve essere giocabile. Tra le mani abbiamo un’esperienza interattiva molto suggestiva ma passiva, in cui dobbiamo fare pochissimo e che dura molto poco. Aggiungiamoci il fatto che ho sperimentato diversi freeze del gioco, che mi hanno costantemente costretto a riavviarlo, per aggiungere frustrazione alla mancanza di contenuto. Certo, quando funziona l’effetto è davvero incredibile ma si poteva fare di più, molto di più. Se state cercando un’esperienza da togliere il fiato, specialmente per far sperimentare per la prima volta la realtà virtuale a qualcuno, avete trovato qualcosa di speciale. Non sappiamo come il gioco si comporti con Oculus Rift ma con HTC Vive l’immersione è davvero buona grazie al room scale. Consigliato per i fan della montagna.

 

Ci piace

  • Visivamente splendido
  • Ottimo uso della VR
  • Room scale

Non ci piace

  • Poca interazione
  • Poteva offrire più approfondimenti
  • Corto
  • Qualche freeze di troppo
4.75
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.