Esper 2

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Esper 2

L’anno della VR è ufficialmente cominciato con l’arrivo sul mercato di Oculus Rift e HTC Vive. Un anno impegnativo non solo finanziariamente (fate due calcoli e il costo di un visore e un PC abbastanza potente è esorbitante) ma anche per quanto riguarda i giochi. Certo, di titoli tripla A per ora non se ne vedono all’orizzonte, segno che i grandi publisher sono ancora molto cauti. Ma questo non significa che non ci siano giochi indipendenti che non sfruttino tali tecnologie. Da titoli di una certa dimensione come Eve Valkyrie o più limitati come Lucky’s Tale la scelta è già consistente. Oggi vogliamo recensire un gioco già uscito su Gear VR e che è approdato sull’Oculus Store. Dal momento che purtroppo in redazione non abbiamo un Oculus Rift retail ma solo un DK2 (development kit 2), non abbiamo potuto testare il gioco al meglio delle sue potenzialità. È una situazione incresciosa ma essendo Joypad un sito indipendente non abbiamo davvero i mezzi finanziari. Ok, ora che abbiamo finito di piangerci addosso, parliamo di Esper2!

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Poteri mentali

Esper2 è un titolo interessante, sia per concetto che per utilizzo della realtà virtuale. L’aria che si respira ci ricorda moltissimo Portal: il giocatore è una sorta di cavia da laboratorio, uno dei pochi umani ad avere dei poteri di telecinesi di una certa entità. Scopriamo infatti che sebbene moltissimi umani abbiamo sviluppato tali poteri, solo pochi hanno saputo mantenere questo dono. esper2 (4)Per scoprire quindi la portata della nostra mente ci aspetta una lunga serie di puzzle di difficoltà crescente, in una scanzonata quest per la scienza! Iniziamo l’avventura in un laboratorio, con la classica voce che ci dice cosa fare ma poi le cose prenderanno una piega del tutto inattesa per farci visitare una giungla, lo spazio e altre location piuttosto sorprendenti. Le prime ore di gioco si spendono muovendo scatole, palloni e porte. Il concetto di gioco è davvero semplice: con lo sguardo dirigiamo il nostro potere verso un oggetto mentre con la tastiera o un controller (raccomando quest’ultimo) attiviamo il potere telecinetico. Che si tratti di un cubo (companion cube anyone?) da spostare, una sfera da muovere o una porticina da aprire, l’interazione è estremamente naturale e immediata. Le cose si fanno più interessanti quando scopriamo che il nostro potere funziona solo se abbiamo un contatto visivo diretto con l’oggetto che stiamo muovendo. Spostare oggetti opachi, calcolare la forza da imprimere al manufatto prima di lanciarlo per poi magari riprenderlo al volo e qualche errore sono parte fondamentale del gameplay. I puzzle non sono mai troppo difficili o troppo evidenti ma si vede un buon lavoro di calibrazione. D’altro canto si tratta del sequel di Esper quindi gli sviluppatori di Coatsink hanno già avuto modo di imparare dall’esperienza passata. Tutta l’esperienza di gioco è resa ancor più divertente dalle varie voci fuori campo, che continuano a infarcire di battutine le nostre mosse. Una scelta azzeccatissima che, come dicevamo in apertura, ci ricorda un po’ Cave Johnson del fantastico Portal 2.

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Fattore realtà virtuale

Esper2 è uscito inizialmente su Gear VR ed è approdato ora anche su Oculus Rift. Vista la sua natura mobile non è troppo esoso in fatto di risorse hardware. Perché lo ricordiamo, uno dei punti fondamentali di una buona esperienza in realtà virtuale sono i frames per second. Sotto le 90 immagini al secondo scattano effetti molto spiacevoli come nausea e mal di testa. Esper2, da gioco leggero, sa dare buone impressioni anche su PC che arrivano al minimo suggerito da Oculus stessa (una GTX 970 o R9 290). La nausea è praticamente nulla anche sul DK2 quindi supponiamo che sulla versione retail del visore le cose siano ancora migliori. Dal momento che l’interazione si fa in prima persona, stando seduti e interagendo col mondo attorno a noi, non scatta nessun motion sickness. Va detto che dopo qualche ora di gioco la fatica si comincia a sentire, sia per il peso del visore che per la fatica agli occhi. Anche qui, andrebbero valutate le cose con una versione definitiva di Oculus. Ma per quanto riguarda Esper2 si nota una buona ottimizzazione per il confort del giocatore che può godersi il gioco senza strafare, in un buon equilibrio tra il gioco e comodità di gioco.

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Buona la prima

Dovremmo forse dire “buona la seconda” vista la natura sequel di Esper2! Ad ogni buon conto come primo gioco VR su Joypad siamo soddisfatti. Non solo per la cautela nell’implementare la realtà virtuale in modo che non sia un fastidio ma anche per il gioco in sé. Puzzle ben fatti ed intelligenti che richiedono prove e impegno, una storyline divertente e una buona fattura tecnica (pur restando nel campo dei giochi che non spingono la grafica al fotorealismo). In attesa di titoloni tripla A, Esper2 ci ha colpito positivamente e ci dà speranza per questa tecnologia che ha ancora tutto da dimostrare, al di fuori di impressionati quanto ludicamente povere tech demo.

 

 
 

Ci piace

  • Humor
  • Buon uso della VR

Non ci piace

  • Non molto lungo
5.0
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

JOYPAD

Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.