Asus GeForce GTX 1070 Strix

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Asus GeForce GTX 1070 Strix

Abbiamo anticipato questa recensione settimane fa quando abbiamo ricevuto da Asus la GeForce GTX 1070 Strix, scheda basata sulla nuova architettura Pascal di Nvidia alla base anche dei modelli 1080 e 1060. Dopo averla usata per benino, siamo pronti a parlarvene!

Da gamer

La GeForce GTX 1070 Strix viene venduta con 8GB di GDDR5 (a differenza della più performante GDDR5X della sorellona 1080 ma comunque con una velocità di 8Gbps) ed è dotata di 1920 stream processor e 120 texture unit. La GTX 1070 ha un base clock di 1506MHz e un boost clock di 1686MHz mossi da 7,2 miliardi di transistor in un processore fabbricato a 16nm. L’interfaccia a 256 bit ha una larghezza di banda di 256Gb/s. Sia la Strix sia altre carte grafiche basate su questa GPU hanno un connettore 8-pin per l’alimentazione e un TPD di 150W (molto meno dei 250W di una GTX980Ti e dei 165W di una GTX980 classica). Ovviamente qui non stiamo parlando una scheda video basata solo sul design di referenza di Nvidia (altrimenti detta “founders edition”) ma una personalizzata da Asus. La GTX1070 è dotata di diversi preset per quanto riguarda l’overclock: Silent, Gaming e OC. La scheda che abbiamo testato viene dunque venduta con un base clock di 1632MHz che può arrivare fino a 1657MHz in modalità OC. I boost speed per le due modalità (Gaming e OC) sono rispettivamente di 1835MHz e 1860MHz anche se sotto sforzo l’abbiamo vista arrivare a 2000MHz senza problemi.

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Le dimensioni sono generose: 298 x 134 millimetri, prendendo ovviamente due slot e offrendo 2 prese HDMI, 2 DisplayPort e una DVI-D. Una piccola differenza quella delle porte offerte da Asus, visto che il design di referenza (e altre schede di altre marche) offrono 3 DisplayPort e 1 HDMI. Asus ha giustificato la sua scelta col fatto che gli headset VR (HTC Vive e Oculus Rift insomma) sono dotati di connettori HDMI e non DisplayPort. In effetti abbiamo trovato comode le due HDMI rispetto a quella singola di un’altra GTX1070 (di Gigabyte) che abbiamo in redazione.

Il design è aggressivo e allo stesso tempo piuttosto stiloso. L’illuminazione RGB, che Asus chiama Aura, è regolabile dall’utente e fa risplendere il logo ROG sul backplate e il dorso della scheda. L’effetto è molto bello e decisamente migliore di altre schede che abbiamo visto. I materiali scelti sono plastici anche se va detto che la qualità di costruzione ci ha convinto, priva di scricchiolii e altri difetti visti in design scadenti. Il raffreddamento è assicurato da un sistema DirectCU III dotato di 5 heatpipes a contatto con la GPU e un sistema a tre ventole che può operare in modo semi passivo, restando spento quando la GPU è fredda e avviandosi quando maggiore potenza viene richiesta dal sistema. Le temperature di utilizzo variano ovviamente da cosa stiamo facendo e dalla bontà dell’airflow nel vostro case. Nel case in cui abbiamo testato la Strix (Nzxt H440 con 6 ventole + quella del liquid cooler) andiamo da temperature idle di 38-40 gradi fino a temperature sotto sforzo di 65-70. Va detto che abbiamo condotto i nostri test durante l’estate, con temperature ambientali anche di 30 gradi. Fatta astrazione delle difficoltà e della seconda GPU posta direttamente sotto questa (ci torneremo presto su questo) siamo soddisfatti delle temperature raggiunte dalla scheda video di Asus. Riguardo al raffreddamento del sistema, Asus ha pensato bene di offrire di connettori a 4 pin per pilotare vari chassis fan. Al posto di usare una sonda termica inserita a mano sulla GPU oppure basarsi su temperature di scheda madre o CPU, Asus ci permette di comandare i fan in base alla temperatura della componente più critica di una macchina da gioco (specialmente se raffreddate la CPU a liquido!). Un’ottima pensata!

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La prova su strada

Abbiamo ovviamente testato la GTX 1070 Strix con diversi giochi e test sintetici. Prima di lanciarci nelle cifre, parliamo della macchina da test, giusto per contestualizzare. Si tratta di un Intel i5 6600K (OC a 4,1 GHz) con un liquid cooling a circuito chiuso, 16 GB di DDR4 2133MHz HyperX Fury, scheda madre Asus z170 Pro Gaming, sistema operativo installato su un Samsung SSD EVO 850 Pro e i giochi su un Samsung SSD EVO 840. Abbiamo fatto anche alcuni test in modalità SLI, affiancando alla Asus GTX 1070 Strix una Gigabyte GTX 1070 Gaming G1 (che però ha un core clock più basso della Asus e si ferma attorno ai 1600MHz). Non è il modo ideale per testare le performance SLI, sarebbe meglio avere due schede perfettamente identiche, ma d’altro canto non siamo certo milionari, quindi accontentatevi! Il tutto con Windows 10 Anniversary Edition e gli ultimi drivers disponibili per la GPU. Bene, ci siamo contestualizzati. Abbiamo provato la scheda con 3D Mark Time Spy, Unigine Heaven 4.0, Doom (preset Ultra con OpenGL 4.5 e Vulkan), The Witcher 3 (preset Ultra ma senza Hairworks), Rise of the Tomb Raider e Project CARS (abbiamo provato anche Overwatch, ottenendo sempre 75 fps sia a 4k che 1080 con vsync spento, quindi l’abbiamo lasciato perdere).

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Iniziamo con 3D Mark che riporta un rispettabilissimo 5528 punti che schizza a 7647 quando usiamo due GPU in SLI. Per quanto riguarda Unigine Heaven 4.0 abbiamo ottenuto 3008 punti, con degli FPS medi di 119,4). Usando lo stesso test ma con due schede il risultato aumenta fino a 4055 punti. Ovviamente con preset Ultra e 8xFSAA.

Passiamo ai giochi, che come sapete preferiamo a dei test sintetici che non hanno grande riscontro nel mondo vero. Doom, l’FPS di Bethesda e ID Software che spesso abbiamo usato in passato come benchmark, è il primo. L’abbiamo provato con tutti i settaggi al massimo e con due risoluzioni: 1920×1080 e 3840×2160, grazie al monitor Asus Swift PG27A che abbiamo recensito poco tempo fa.

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Come sempre notiamo un vantaggio per Vulkan su OpenGL. Il gioco è giocabile ai canonici 60FPS in 4K solo con Vulkan, dimostrando il fianco con OpenGL. Abbiamo provato il primo livello, Benvenuti alla UAC, che non offre enorme complessità o terreni giganteschi. La GTX 1070 si comporta bene (non in SLI, non funziona correttamente il gioco) ma intuiamo subito che questa GPU sia piuttosto dedicata al gaming a 1080p e non a risoluzioni superiori. Proseguiamo con The Witcher 3, il fantastico RPG di CD Projekt RED. Abbiamo provato, come di consueto, a gironzolare per il castello di Toussaint. Tutti i dettagli sono al massimo tranne Hairworks, disattivato per la maggior parte dei test.

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The Witcher 3 è un gioco molto esoso in fatto di risorse hardware. Se blocchiamo il framerate a 30 non abbiamo problemi anche ad alta risoluzione ma se vogliamo un’esperienza fluida a 60 FPS l’unica è, di nuovo, dirigerci verso i 1080p. Notiamo che la combo SLI delle due schede ha un effetto notevole, specialmente per quanto riguarda le risoluzioni alte e Hairworks (parecchio GPU intensivo): 15 FPS di differenza non sono bruscolini.

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Rise of the Tomb Raider è dotato di una modalità benchmark molto comoda perché fa una panoramica di tre situazioni, tra cui la famigerata Valle Geotermica, vero nemico dei PC da gaming. Abbiamo fatto diversi test, sempre con tutti i settaggi al massimo ma alternando tra FXAA e SSAA 4x (il secondo metodo di antialias è notoriamente molto pesante).

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Di nuovo vediamo una dominazione netta per quanto riguarda il 1080p con FXAA (in effetti l’SSAA 4x è overkill per un sistema di test come il nostro) e una certa titubanza a 3840×2160. Decisamente una GTX 1070 non è la scelta migliore se progettiamo di giocare a dettagli massimi nella zona del 4K ma è una scelta vincente per quanto riguarda il buon vecchio FullHD.

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Per finire abbiamo fatto qualche giro di pista in Project CARS, anche questo ovviamente coi dettagli al massimo sulla Nordschleife, sotto la pioggia, a bordo di una Ford Focus RS. I risultati sono 45-50 FPS a 3840×2160 e dai 60 ai 95 a 1920×1080. Un balzo così significativo è verosimilmente legato non solo alla GPU ma anche alla CPU. Volendo provare poi il gioco in VR (con un Vive per esempio) bisogna per forza scendere molto coi dettagli grafici al fine di ottenere una performance stabile sopra i 90FPS.

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Conclusione?

L’Asus GTX 1070 Strix si è dimostrata un’ottima scheda per giocare in FullHD. Lasciate pure perdere i test in SLI visto che è molto improbabile che una persona che voglia un sistema dual GPU scelga un modello diverso da una 1080 (se vogliamo spendere, tanto vale spendere seriamente!). Abbiamo riportato i valori solo perché potevamo! Ma tornando a noi, questa scheda video di Asus ci piace. Ha un design di tutto rispetto, propone connettori per i chassis fan che ci sono molto piaciuti e ha anche performances di tutto rispetto. Certo, se il vostro sogno è il 4K preparatevi a spendere per una GTX 1080 ma altrimenti, se il FullHD vi soddisfa, abbiamo tra le mani un prodotto vincente.

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Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

  • Legnada

    Complimenti per la recensione, l’unica cosa che avrei raccolto un po’ i dati in una tabella in maniera che a colpo d’occhio ci si rende conto di come girano. Bella scheda ma prezzi troppo alti.

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Joypad è il sito indipendente di videogiochi, tecnologia e film per la Svizzera italiana.

Il sito nasce quale tentativo di informare i giocatori della Svizzera italiana nel modo più completo possibile riguardo ai media videoludici, cercando di contestualizzare l’informazione per gli ascoltatori di questa regione spesso dimenticata dalle grande aziende mondiali. Dalla metà del 2013 si occupa anche di film con la rubrica Joypad Movies.

Speciale E3 2017

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