Acer Predator Helios 300

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Acer Predator Helios 300

Il mercato dei laptop da gaming si è complicato negli ultimi anni. Prima le offerte erano varie ma, spesso, deludenti. Di recente invece, specialmente con l’abbandono da parte di Nvidia di GPU mobili in favore di un design comune tra portatili e fissi, il mercato si è vivacizzato in positivo. Oggi parliamo dell’Acer Predator Helios 300, il midrange che non ci aspettavamo.

Aggressivo ma non troppo

Cominciamo con la solita, doverosa, carrellata di specifiche tecniche. Il nostro modelli di Helios 300 è basato su una CPU Intel Kaby Lake i7 7700HQ e relativa GPU integrata Intel HD 630, una GPU discreta Geforce GTX 1060, 16 GB di RAM DDR4, un disco a stato solido da 256 GB M.2 NVMe e un disco da 1 TB tradizionale. Lo schermo, IPS, è da 15.6 pollici con risoluzione 1920×1080. L’I/O comprende una porta USB 3.0, due USB 2.0, una USB 3.1 gen 1, uscita HDMI, microfono/cuffie, lettore carte SD, LAN e Kensington Lock. La connettività wireless è assicurata da una scheda Intel AC 7265 e Bluetooth 4.1. La batteria è invece da 48 Wh. Le dimensioni sono 390 x 270 x 27 millimetri e un peso di 2.56 chilogrammi. Specifiche che non fanno urlare al miracolo ma che, come vedremo, offrono un interessante mix tra portabilità e performances. Certo, siamo lontanissimi dal Predator 17 X o dal Predator 21 X ma non è palesemente la strada che Acer ha deciso di intraprendere con questo Predator Helios.

Passiamo al primo impatto e al design. L’Helios 300 ci ha favorevolmente colpito per il suo design, aggressivo ma non ridicolo come alcuni altri device dedicati al gaming. La superfice metallica esterna (ahimé lucida e quindi una vera trappola per impronte digitali) ha un effetto metallo spazzolato ed è interrotta solo da due inserti in plastica rossa. La zona di raffreddamento sul retro è anch’essa di plastica rossa e, curiosamente, solo metà di essa ha effettivamente delle lamelle per il raffreddamento, mentre l’altra è chiusa. C’è comunque un bel logo grande Predator che impedisce ogni dubbio sul fatto che si tratti di una macchina da gamer ma tutto sommato il design ci piace a sufficienza.

Un passo avanti, uno indietro

Aprendo il coperchio troviamo una tastiera completa, sebbene il numpad abbia dei tasti più stretti rispetto a quelli principali (e che richiedono del tempo per abituarsi). La tastiera è retroilluminata rossa, senza possibilità di cambiarne il colore o il grado di intensità, o è accesa o spenta. La corsa dei tasti è decisamente corta, solo 1,2 millimetri e ha un feeling davvero soft. Sono niente male per scrivere ma per un gamer abituato a tastiere meccaniche (o ibride tipo la Ornata di Razer) la cosa inizialmente è un po’ spiazzante. Sulla tastiera troviamo anche, con mio sommo orrore, il tasto di accensione. Per fortuna che Acer ha pensato bene di inserire un tool software che, alla pressione del tasto, ci chiede cosa fare invece di mettere il PC in standby, o peggio, di spegnerlo completamente e basta. Crisi evitata! Il trackpad è leggermente fuori centro verso sinistra, di dimensioni generose e, francamente, è terribile. Nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a trovarci bene con questo trackpad. È impreciso, le gestures sono riconosciute in modo approssimativo e cliccare coi tasti destro e sinistro risulta in un errore una volta su tre. Siamo sicuri che a lungo andare questi problemi possano essere evitati con la pratica ma l’esperienza out of the box è stata una vera e propria delusione e fonte di frustrazione. Ovviamente non giocherete col trackpad in nessun caso ma nel caso dell’Helios 300 è assolutamente fuori discussione.

La potenza è tutto

Non acquistiamo di certo un portatile da gaming solo per scrivere quella fan fiction romantica ambientato su Vulcano. Lo acquistiamo per giocare. Da questo punto di vista, le nostre due settimane con l’Helios 300 ci hanno regalato notevoli soddisfazioni. Grazie alla GPU discreta (che si attiva in base ai programmi, quindi se state giocando è abilitata altrimenti no, al fine di aumentare l’autonomia della macchina), i giochi da noi testati girano tutti in maniera decorosa. Grazie al software PredatorSense possiamo scegliere tra tre impostazioni di overclock (disattivato, più veloce e turbo) e anche attivare o meno la modalità CoolBoost, ovvero una sorta di overdrive per le ventole AeroBlade 3D del portatile. Se siamo disposti a sacrificare un po’ di rumorosità (verso l’alto!), CoolBoost farà girare le due ventole molto rapidamente a tutto vantaggio delle temperature di sistema.

Diamo dapprima uno sguardo a 3DMark, il nostro benchmark sintetico di riferimento. In TimeSpy otteniamo 3688 punti senza overclock e 3725 con l’overclock turbo mentre in FireStrike arriviamo ad un rispettabile 9722. Non sono cifre da capogiro ma sufficienti per giocare a una selezione di giochi moderni in FullHD. Bene lo stress test Fire Strike Extreme, che con un punteggio di 98.6% e temperature medie di CPU (70-75 gradi) e GPU (76-80 gradi), dimostra che il sistema AeroBlade 3D sa mantenere i valori in una finestra accettabile, senza che ci sia throttling termico da parte delle due componenti principali del sistema. Le due ventoline metalliche insomma non sono solo la solita panzana di marketing ma quando girano sono in grado di muovere una mole d’aria notevole.

Benchmark reali

Passando ai giochi, il primo titolo testato è stato Destiny 2. In effetti, una buona parte della recensione della versione PC dello shooter MMO di Bungie l’abbiamo fatta sull’Helios 300. Destiny 2 non è un gioco particolarmente goloso in fatto di potenza bruta e l’Helios ha passato il test a pieni voti. Giocato a 1080p con tutti i dettagli al massimo, il gioco rimane ancorato a 60 fps granitici. L’importante è essere attaccati alla corrente perché altrimenti i sistemi di risparmio energetico del laptop ridurranno le performance di esattamente la metà (in più per attivare l’OC è necessario il 40% di batteria e il caricatore collegato). L’Helios ha notevoli problemi invece col 4K: Destiny 2 a dettagli alti arriva circa a 20 fps, rendendolo ingiocabile. Ma d’altra parte, una GTX 1060 non è fatta per il 4K, quindi non lo definiremmo un problema di questo device. Passiamo a Rise of the Tomb Raider che a qualità Alta (DX11) riporta FPS medi di 98.95 (Mountain Peak), 57.25 (Syria) e 64.92 (Geotermal Valley) con uno score generale di 71.46 FPS. Meno bene a Molto Alto, con valori rispettivamente di 80.27, 57.91 e 58.31 per una media generale di 65.94 FPS. Per quanto riguarda ROTTR insomma basta attivare il V-Sync e ridurre un pochino i dettagli da Molto Alto ad Alto per ottenere il sacro valore di 60 FPS. Passiamo ad un altro favorito, The Witcher 3. Nel nostro solito spot in cima al castello di Beauclair gravitiamo attorno ai 45 FPS in qualità Estrema mentre abbassandoci ad alta arriviamo a 60 fps senza problemi. La zona del Vigneto di Corvo Bianco è più impegnativa: in alto troviamo valori variabili tra i 50 e i 60 a dettagli alti, mentre a dettagli Estremi siamo attorno ai 45-53 FPS. Per finire il nostro benchmark Vulkan, Doom: non funziona! Per qualche motivo non siamo riusciti a farlo partire…

Bottom line

L’Helios 300 è una buona macchina da gioco FullHD. Certo, le performances non durano mai nel tempo e con l’avvento di giochi pensati per il 4K (sia risoluzioni che textures) una GTX 1060 non avrà vita facile. Ma se siete disposti a ridurre un pochino i dettagli grafici, questo portatile è perfettamente in grado di far girare i maggiori giochi mainstream del 2017. Un buon I/O e un design non stellare ma decisamente migliore di molti altri completano un pacchetto piuttosto goloso e completo. I nei, oltre al trackpad immondo, sono la batteria da soli 48 Wh che si traduce in un’autonomia tutt’altro che stellare (4 orette ed è scarico) e lo schermo, che nel nostro caso presenta un bleed luminoso sui bordi a tratti anche ben visibile (ma pare che non sia così su tutti, stando a quando abbiamo letto online).

 

Ci piace

  • Performance
  • Design
  • I/O

Non ci piace

  • Autonomia
  • Trackpad
  • Magnete per le impronte
Dave

Scritto da : Dave

Dave è editor-in-chief di Joypad, appassionato di videogames, tecnologia, film e parecchie altre cose. Se volete contattarlo, provate su twitter @sclafsac

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